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Fassino a REDazione Estate: non sono contro Bersani, ma Franceschini garantisce al Pd un profilo plurale
Intervistato da Claudio Caprara per REDazione Estate sulle ultime notizie del caso Berlusconi D'Addario, Piero Fassino commenta: 
"Quella di Berlusconi dell'altro giorno è stata una battuta che, come tutte le battute, può anche essere efficace. Ma viene dopo settimane e settimane in cui si è negata l'evidenza e ci si è persino indignati che fatti del genere provocassero sconcerto nell'opinione pubblica. Il presidente del Consiglio avrebbe dovuto essere più rispettoso dell'opinione pubblica e una battuta non basta per mettere a posto le cose"
E sulla scelta di appoggiare la candidatura di Dario Franceschini a segretario Pd, Fassino spiega: 
"Io non ho scelto contro Bersani, che stimo e conosco molto bene. Io penso che la scelta del segretario del Pd debba essere coerente con il profilo che abbiamo voluto dare al partito, un profilo largo. Se andassimo al congresso pensando che tutti quelli dei Ds devono stare con Bersani e tutti quelli della Margherita con Franceschini, azzereremmo il progetto. Io penso di aver fatto una scelta che garantisce un profilo plurale, che garantisce la scelta di fare del Pd un luogo dell'incontro e della contaminazione possibile. Io penso che Franceschini più di altri dia questa garanzia".

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Orlando a Finimondo: Rai è stalla di Arcore
Il progetto perverso è quello di fare del Consiglio di vigilanza Rai la dependance e della Rai la stalla di Arcore. Il dramma del nostro paese è che anche le persone per bene come Zavoli alla fine diventano foglie di fico di un sistema, un sistema che non permette più a tutti di raccontare la propria opinione. Queste le parole di Leoluca Orlando, portavoce dell’Italia dei Valori e candidato alle europee in Sicilia, ospite in questi minuti di Mario Adinolfi a Finimondo.
C’è una condizione di imbarbarimento complessivo, continua Orlando. Il problema non è Berlusconi, ma tutti i Berlusconi che si sono formati nel nostro Paese. Se l’esempio è sempre quello di convocare gli amici a pranzo e spartirsi i simboli del nostro Paese, come l’Alitalia prima e la Rai oggi, questo è il risultato.
 
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Bersani a Titoli: referendum, sì per abolire porcellum. Ho in mente un partito popolare contro il populismo e il Pd è forte
Non è facile comprendere per il nostro elettorato la nostra posizione sul referendum, la scelta infatti oscilla fra il brutto e il non bello, ma davanti ad una scelta del genere bisogna far funzionare la testa, se vince il 'si' potremmo avere un certo scossone, moltissimi sarebbero scontenti. Io preferisco privilegiare, anche se con qualche rischio, l'ipotesi di poter determinare un movimento che faccia in modo che nell'attuale maggiorana il giorno dopo non tiri un'aria buona come prima". Sul referendum elettorale è questa la posizione di Pier Luigi Bersani, ospite ieri sera di Lucia Annunziata, Ritanna Armeni e Claudio Caprara a Titoli. Noi dovremmo chiarire - continua Bersani -  che la nostra posizione deve andare in una direzione che possa incontrare anche le esigenze di forze come quelle di Di Pietro e Rifondazione. Io vado al referendum perché voglio abolire il porcellum e chiamo le altre forze il giorno dopo e dico 'ne facciamo un'altra'.
Per Bersani, non è detto che nelle difficoltà un governo debba perdere consenso, a volte ad un governo capita di perdere consenso quando c'è bel tempo. Ecco perché bisogna riconoscere al presidente del Consiglio che questa cosa l'ha capita e si è sempre fatto vedere in tuta, ma c'è una bella differenza fra il fare il meccanico e saper aggiustare la macchina e mettersi la tuta. Tremonti rappresenta uno che parla di cose concrete, di governo, mentre tutto il resto dello scenario, cominciando da Berlusconi, tende sempre alla trasformazione del tutto in una sorta di palcoscenico, come anche è avvenuto per il terremoto.
Quando si arriva al dunque - spiega Bersani in merito alle prossime elezioni europee -  e il dunque sono le elezioni, le cose cambiano. Io sto girando e credo che noi siamo sottostimati, perché quando arriva il confronto elettorale dai del tuo meglio e la forza c'è, noi abbiamo forza in giro e qualcosa possiamo rimontare.
Ho in testa, conclude Bersani, un partito popolare e non classista, molto radicato nei territori con un linguaggio popolare che possa distruggere il populismo, un partito che esprime un certo modello sociale e che comprenda modifiche nella struttura attuale che permettano al territorio di basare il partito sui capi e le cape locali, pronti a misurarsi per prima cosa a casa propria. Allora si che poi ci potrebbe essere un capo dei capi.

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Giordano a Titoli: 25 aprile, Berlusconi partecipi solo se ci crede
Non ho gradito l’appello di Franceschini e non ho gradito le modalità con le quali ha risposto Berlusconi. Onestamente bisognerebbe chiedergli "sei convinto o no che il 25 aprile è la vittoria di coloro che ebbero ragione allora ed hanno ragione anche oggi?". Berlusconi non può dire che viene per non consegnarlo alla sinistra, ci deve venire perché ci crede. E' questo il commento di Franco Giordano, ospite di Elisa Calessi e Angela Mauro in questi minuti a Titoli, sulle polemiche della partecipazione del premier Berlusconi alle celebrazioni per il 25 aprile.
Diliberto a Facce e Martello: non condivido Vendola perché auspico unità dei comunisti
Auspico l'unità dei comunisti, un'unità che possa proseguire anche dopo le europee ed aperta a tutti coloro che si riconoscono sotto il simbolo della falce e martello. Non capisco e non condivido la scelta di Vendola, non si capisce perchè qualcuno che dice di voler unire la sinistra poi decide di dividere ulteriormente. Così Oliverio Diliberto, segretario del partito dei Comunisti italiani ospite di "Facce e Martello", intervistato da Luigi Politano. C'è un atteggiamento di censura dell'informazione, continua Diliberto, sulla nostra coalizione che non ci da spazio e spesso questa scelta nei nostri confronti è aiutata dal Partito Democratico .Sulla ricostruzione in Abruzzo, ha detto poi il segretario, si fa molto profitto ed è questo che va evitato. Berlusconi mercifica la tragedia per fini personali ed elettorali.
Fioroni a REDazione: Berlusconi si tolga dalla testa L'Aquila 2
Berlusconi si tolga dalla testa definitivamente di spiegare agli abruzzesi di fare l’Aquila 2, la gente dell’Aquila vuole rifare l’Aquila, lo Stato si deve fare carico di ricostruire la casa dove stava. Altrimenti quello che non ha fatto il terremoto lo farebbe il governo con una new town che leverebbe loro l’anima e l’appartenenza. Mi auguro che questo Berlusconi si vergogni di farlo. Così Giuseppe Fioroni, ospite in questi minuti di Stefano Menichini a REDazione.

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Sassoli a Finimondo: 25 aprile, a Berlusconi si deve sempre ricordare qualcosa
Berlusconi bisogna sempre invitarlo a fare qualcosa, invece a noi viene spontaneo ricordare che il 25 aprile è un giorno importante. Sabato sarò in un centro commerciale a parlare di costituzione, ad incontrare la gente comune che va a fare la spesa. Così David Sassoli intervistato da Luca Rossi a Finimondo ha commentato la scelta di Silvio Berlusconi di partecipare per la prima volta alle celebrazioni per il 25 aprile. Sassoli ha anche parlato della sua candidatura e della scelta del Pd di non fare candidature di facciata: “Sono stato molto fortunato nella mia carriera e questa consapevolezza è anche alla base della mia scelta di oggi, credo che nei momenti di crisi, nei momenti difficili, chi ha avuto fortuna debba dividerla con chi ne ha avuta meno. Importante che quando si prende un impegno, poi lo si mantenga. Quando uno chiede consenso – ha continuato il capolista del Pd nel centro Italia – una volta ottenuto, ha il dovere di impegnarsi per il proprio elettorato, il voto dei cittadini è sacro. Usare la vetrina europea o qualsivoglia elezione senza assumersi la responsabilità di un eventuale risultato, è segno di espressioni circensi della politica. Franceschini sta facendo bene. Riscoprire e suscitare scelte pubbliche è una cosa importante, abbiamo vissuto anni di riflusso ed ora è il momento di tornare ad un aspetto pedagogico della politica, certo davanti a noi abbiamo un’avventura complessa, ma intorno alle nostre scelte mi sembra di percepire un sempre più ampio consenso”.
 
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Rosy Bindi a REDazione: liste non sono indice di gradimento sui leader di partito
Sul referendum la maggioranza si sta comportando in modo sprezzante nei confronti della volontà dei cittadini. La legge elettorale è fondamentale, non c'è stata volontà di cambiarla. Così Rosy Bindi, ospite in questi minuti di Simone Collini a REDazione. I nostri elettori, continua Bindi in merito alla decisione di non candidare i vertici del PD nelle liste per le elezioni europee, non ci perdonano i vizi e le scorrettezze, speriamo ci riconoscano le virtù. Le liste, del resto, non sono un sondaggio di gradimento dei leader di partito. Questa linea credo avrà successo.

10.45:
Bindi all'attacco del premier Berlusconi in merito alla partecipazione a manifestazioni per il 25 aprile. Alle celebrazioni per la festa della Liberazione, afferma Bindi, si partecipa in un solo modo e Berlusconi non può rubare la scena per un grande atto di revisionismo storico. Il premier, continua Bindi, esprime in modo normale il rischio di una svolta autoritaria del Paese. Questo è un aspetto che si vede in molte cose e, proprio in nome della democrazia e del 25 aprile, ho il dovere di contrastarlo, perché questo è un pericolo.

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21 giugno 2012
mxg in Laura Boldrini commenta la candidatura di Liberi Nantes al David di Donatello ha scritto:
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25 febbraio 2012
qwe in Laura Boldrini commenta la candidatura di Liberi Nantes al David di Donatello ha scritto:
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21 ottobre 2011
batshoes in Laura Boldrini commenta la candidatura di Liberi Nantes al David di Donatello ha scritto:
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17 ottobre 2011
12312 in Laura Boldrini commenta la candidatura di Liberi Nantes al David di Donatello ha scritto:
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